Tags

, , , , , ,

Considerando a ritroso il cammino della propria vita e contemplando il suo “errabondo córso labirintico” si scorge tanta felicità mancata e tante disgrazie avvenute ed è quindi facile esagerare nel rimproverare troppo aspramente sé stessi. Il cammino della nostra vita non è affatto opera nostra soltanto, ma è piuttosto il risultato tra due fattori, c’è da un lato cioè la catena degli eventi e dall’ altro l’insieme delle nostre decisioni che si intrecciano continuamente e si modificano a vicenda. Bisogna inoltre aggiungere che in entrambi i casi il nostro orizzonte è assai limitato, in quanto non riusciamo a presagire le nostre decisioni, e ancor meno gli eventi, poiché conosciamo di entrambi soltanto ciò che avviene al presente. Finché inoltre la nostra è una meta remota non possiamo neppure andarle incontro, possiamo soltanto prendere una direzione approssimativa e ipotetica, per cui frequentemente siamo costretti a barcamenarci. […]

C’è in realtà in noi una saggezza che va al di là del cervello. Noi agiamo in realtà nei momenti importanti e grandi nelle scelte principali della nostra vita non tanto per una chiara consapevolezza di ciò che è giusto fare, ma per un impulso interno, verrebbe quasi da dire, per un istinto che proviene dal più profondo del nostro essere, e critichiamo poi il nostro comportamento secondo concetti chiari, sì, ma insufficienti, acquisiti, anzi presi in prestito, secondo regole generali, esempi altrui, etc., senza riflettere abbastanza sulla massima: “la stessa cosa non è adatta a tutti”. Diventiamo in tal modo ingiusti verso noi stessi.

From: Parenesi e massime, Arthur Schopenhauer.

Advertisements